
Chiesetta in Nasupel
Processioni delle Rogazioni
a cura di
Don Domenico Zanolli (1810-1883) Curato di Castellano dal 1842 al 1878
Le Processioni delle Rogazioni una volta si facevano a grande distanze ed era perciò necessario che i processionanti giunti al luogo dell’assegnata stazione, venissero rifocillati con qualche conforto, perché avessero fiato per ritornare al loro paese come praticavasi anche a Castellano. Dall’ispezione da me fatta di alcuni legati pii, e dei conti di questa Comunità io credo di poter determinare con sicurezza le tre stazioni che sono le seguenti:
1.- La stazione della prima Rogazione era Brancolino, ove una volta trovavasi il Convento dei Padri Minori Conventuali di S. Francesco. Di ciò mi fa fede un legato di Antonia vedova di Pietro Antonio dal Tovo dei 19 aprile 1628 in cui lascia per due anni dopo la sua morte uno staro di frumento ridotto in pane; ed uno staro di vino da distribuirsi a quelli che accompagnano la processione quando vanno a Brancolino. Un’altra prova di questa processione a Brancolino dalla memoria relativa alla Croce innalzata a Campiam il 5 maggio 1698, la quale dice che da Nogaré fu portata processionalmente a Castellano, mentre si tornava da Brancolino colle Rogazioni. Da quell’epoca si continuò senza interruzioni la detta processione cola distribuzione de’ pii legati, che col tempo s’erano accresciuti fino all’anno 1847 che fu l’ultimo, quantunque negli ultimi tempi raffreddatasi l’antica divozione, la distribuzione dei legati era di spesso occasione di disordini, dei quali io stesso fui testimonio. Si distribuiva pane e vino a Brancolino, pane e vino si distribuivano a S, Lucia forza del legato Lodronio, il qual ultimo torchiato per speculazione degli amministratori, bevuto nell’ora più calda, e con poca misura, era causa in qualcuno, e specialmente in donne, che dovessero togliersi dalla processione e provarne quelle sinistre che provocano derisioni, Scandali.
Il curato Don Nicolò Smelzer avea tentato di togliere un tal abuso, ma inutilmente, che i Castellani si rivolsero all’Ordinariato per conservare i loro diritti; solamente quando nell’anno 1848 sortì la legge della reluizione de’ livelli stortamente si compresero in quella anche i legati, onde i Castellani fatti accorti, che il loro viaggio sarebbe stato senza materiale compenso, unanimemente risolsero di abbandonare la processione di Brancolino, che contava più secoli, e sostituirono quella che s’usa al presente di far un giro alla campagna, e al ritorno visitare la Chiesa della Madonna delle Grazie, e celebrarvi la Messa, la qual risoluzione con qual cuore fosse accolta dai sacerdoti di Castellano si può immaginarlo, senza descriverlo.
Nella prima Rogazione si cantano i quattro Vangeli cioè il 1° alla Marogna di Barco, 2 °sul Dosso in fondo a Barco, 3° in Trevie, 4° alla Croce dell’Ischia.
2.- La seconda stazione delle Rogazioni era la Chiesa di S. Martino. Trovo appoggio alla mia asserzione nel testamento di Bartolomeo Pizzini di Cei del 2 aprile 1652 in cui ha ordinato che per quatt’anni susseguenti la sua morte sia distribuito uno staro di frumento ridotto in pane a quelli che accompagneranno la processione che va a S. Martino. Questa processione continua anche al presente, ed hanno l’obbligo di distribuire uno stajo frumento ridotto in pane alternativamente le due famiglie Domenico Manica Filoso ed eredi fu Gio. Batta Manica Filoset, così pure la Messa. Trovo confermata questa processione anche dai conti della Comunità del 1708 in cui si espone una piccola spesa in regalie a quelli che portavano i Confaloni. Ora il secondo giorno delle Rogazioni si va invece in Nasupel, ove la chiesa distribuisce il pane ai processionanti.
Nella seconda Rogazione si cantano i quattro Vangeli. 1° alla Calcara dell’Eredi, 2 ° al Faggio Rosso, 3° alla Croce della Lasta, 4° alla Croce in Campiam.
3.- La terza Stazione delle Rogazioni era la Chiesa di S. Pietro a Nomi. Oltre il citato testamento di Bartolomeo Pizzini di Cei, in cui si legge che lascia per quattr’anni uno stajo di frumento ridotto in pane a quelli di Castellano che vanno processionalmente a Nomi lo prova pure il testamento di Margherita vedova di Valentino Manica fatto li 6 marzo 1676, in cui ordinò, che per 25 anni venga distribuito uno stajo frumento ridotto in pane nel giorno, che si va alle Rogazioni a Nomi. Inoltre nei conti della Comunità trovo che nell’anno 1725 fu incontrata la spesa di Troni 12 per pane, e vino da distribuirsi per carità all’occasione che si va colla processione a S. Pietro di Nomi il giorno delle rogazioni, la qual spesa fu rinnovata nell’anno 1729, e susseguenti coll’indicazione del giorno che era il terzo delle Rogazioni. La causa della soppressione di questa processione non so attribuirla, che alla sovverchia distanza, l’epoca dev’essere stata in sullo scorcio del secolo passato, giacché ho trovato a Nomi una vecchia nonagenaria che valse a convincermi di aver ella più volte veduta questa processione. Ad essa ora fu sostituita quella di S. Martino.
In essa si cantano i soliti quattro Vangeli. 1° a Marcojam, 2 ° al Cap. di Doera, 3° al Capitello alla Cà, 4° alla Fontana Daroz.

