PERSONE IN VISITA



Deivyz Manica (discendente Piciola) dal Brasile 2025

(Gruppo ex Vigili del Fuoco) con le loro famiglie,
provenienti da Roma e Treviso. 2025

Padre Iginio Mazzucchi (Missionario in Amazzonia) 2025

(Gruppo ex Vigili del Fuoco) con le loro famiglie,
provenienti da tutta Italia. 2025

(Gruppo ex Vigili del Fuoco) con le loro famiglie,
provenienti da tutta Italia. 2025





































Prof. Antonello Maio da Roma (2020)
https://mozartitaliaterni.org/it/antonello-maio
CARNEVALE A CASTELLANO
Manifestazioni carnevalesche a Castellano
(di Ciro Pizzini)
Anche se senza dubbio le manifestazioni saranno state organizzate pur con le poche risorse a disposizione, non disponiamo di testimonianza né orale né fotografica per il periodo fino al 1945; negli anni ’50 ricordo che veniva approntata all’aperto una provvidenziale stufa con cui si preparavano gli spaghetti ossia “i bigoi” distribuiti però solo alle persone che organizzavano la festa.
Ho netto il ricordo dell’anno 1954, allora avevo sei anni, con la stufa fumante in una piazza Barco invasa dalla neve perché allora le nevicate erano molto copiose; veniva pure allestita una grande slitta dotata di improvvisata copertura con telo e frasche, in cui trovavano in genere posto coloro che ormai avevano abbondantemente superato il ragionevole tasso alcolico. La slitta veniva trainata e spinta da uomini lungo un pezzo di strada del paese e a tal proposito rammento con chiarezza come la resistenza all’avanzamento in alcuni tratti ostici, offerta da un manto nevoso non compiutamente rimosso dalla “rotta”, richiedesse particolari sforzi ed invettive varie.
Anche gli uomini, e sottolineo uomini perché allora le donne non partecipavano alla baldoria, erano mascherati alla bene meglio, ossia alla “vate ciava” soprattutto per la mancanza di indumenti idonei allo scopo, ma importante era festeggiare il carnevale; mi sovviene ora il particolare di un tale che si era trasformato in un infante coricato all’interno della slitta, in un giaciglio dotato di coperte di lana, con in testa una cuffietta e in bocca un succhiotto applicato ad un bottiglione di vino.
A fine giornata, in genere il sabato grasso, i partecipanti, ebbri e quindi molto euforici, si rifugiavano nelle stalle per concludere, in bellezza con il filò, quel convulso e insolito rito…
ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALINO EL PAES DE CASTELAM N°16 (pag. 5)
link: https://donzanolli.it/wp-content/uploads/2024/08/El-paes-16.pdf

Intervista alla Regina Bigolina (a cura di Silvano Manica)
Un particolare ringraziamento a Silvano Manica per le foto e il video a ricordo del Carnevale.
PRIGIONIERI SERBI A CASTELLANO
Da un toponimo misterioso a un intreccio di storie che va dal Trentino fino ai Balcani: Il Laboratorio di Ricerca Storica riporta alla luce la storia dei prigionieri serbi della 1a Guerra Mondiale
Cosa racchiude il nome di una località?
Raramente conosciamo la storia che ci sta dietro. Per farlo dobbiamo cercare e raccogliere le tracce nei libri, sul territorio o nei ricordi delle persone. Questo ha fatto il Laboratorio di Ricerca Storica Don Zanolli di Castellano, partito dalla curiosità per due toponimi presenti a Castellano, il “Senter dei serbi” e località “Zimitèri dei serbi” presso passo Bordala e hanno cercato le risposte.
A Castellano Cei durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1916, erano presenti circa 500 prigionieri dell’esercito serbo, impiegati per lo più nella costruzione delle strade e di supporto all’approvvigionamento. Erano tenuti presso il Castello di Castellano, altri presso la scuola: stenti, fame e soprusi portarono molti di loro alla morte, come testimoniano le tombe di prigionieri serbi ancora conservate nel cimitero del paese. Nei ricordi di chi ha sentito raccontare queste vicende dai nonni o dai genitori, non sono rimasti tanto i nomi e i volti dei prigionieri serbi, quanto i piccoli gesti del loro rapporto con i paesani.
All’inizio timori e pregiudizi ma successivamente tanti slanci di umanità, condividendo il poco che avevano, cibo o vestiti che fossero.
Le ricerche del Laboratorio di Ricerca Storica Don Zanolli hanno dato i loro frutti nel 2022 nella manifestazione Dai Balcani al Trentino. In quell’occasione è stata inaugurata un’esposizione con alcune tracce della vita dei prigionieri serbi, le loro fotografie, i poveri oggetti nelle loro borse. I luoghi che hanno visto la presenza di questi prigionieri sono stati rivissuti con alcuni gesti fortemente simbolici, con la deposizione di un cippo al Cimitero presso il passo Bordala e la posa di una targa commemorativa alla Cappella dei Caduti di Castellano.
Nel 2023 il progetto ha avuto una cassa di risonanza ancora maggiore, ampliando il suo raggio d’azione al di fuori di Castellano. A fine aprile 2023 la mostra dedicata ai prigionieri serbi è stata portata a Trieste, nelle sale espositive del Tempio serbo-ortodosso alla presenza di numerose autorità civili e religiose e successivamente a Belgrado. Una storia affascinante e quasi dimenticata, che dopo tanti anni sopravviveva solo nei due toponimi che hanno fatto scattare la scintilla ai volontari del Laboratorio. Grazie a questo lavoro, il ricordo di tante persone è stato riportato alla luce, dando dignità e memoria alle vite di tanti uomini.
Il valore di questo grande sforzo però ricade anche nel presente: ha infatti posto le basi per un rapporto di stima e collaborazione con le autorità serbe, che hanno raccolto con commozione e apprezzamento quanto fatto.
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ARTICOLO SU L’ADIGETTO:
https://www.ladigetto.it/rubriche/una-finestra-su-rovereto/125282-civili-soldati-e-prigionieri.html
ARTICOLI COMPLETI SUI GIORNALINI EL PAES DE CASTELAM N°23 e 24 (pag. giornalini)
link: https://donzanolli.it/wp-content/uploads/2024/08/El-paes-23.pdf
Prigionieri serbi morti a Castellano e sepolti nel cimitero del paese (Registro dei Morti della Parrocchia)
Video inaugurazione della mostra “DAI BALCANI AL TRENTINO” presso il Tempio Serbo-ortodosso della Santissima Trinità di San Spiridione a Trieste
CASTELLANO E LE SUE STREGHE
CASTELLANO E LE SUE STREGHE
Corre l’anno 1646 quando il 27 novembre ha inizio nel pretorio di Nogaredo il celeberrimo processo di stregoneria che vede coinvolte, oltre alle protagoniste del fondovalle, anche tre donne di Castellano:
Ginevra Zampiccoli detta Chemolla
Caterina Barona detta Fitola
Caterina Pederzini – Graziadei
tutte imputate come streghe; le prime due saranno decapitate e poi messe al rogo, la terza condannata al perpetuo esilio.
Per la comprensione di questo evento giuridico, tanto assurdo nello svolgimento quanto tragico nella conclusione, necessita inquadrare il periodo storico nel quale gli infausti avvenimenti sono accaduti.

1647 Libro dei morti – Villa Lagarina
ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALINO EL PAES DE CASTELAM N°10 (pag. 30)
LINK: https://donzanolli.it/wp-content/uploads/2024/08/El-paes-10.pdf
Musica e voce: Claudio Tonolli – testo: Ciro Pizzini (BATISTA & Gomol) video: Walter Pichler
AEREO CADUTO A CASTELLANO NEL 1944

L’11 novembre del 1944 un bombardiere americano impegnato sui nostri cieli precipitò, con i sei occupanti, vicino alle case di Castellano. Il paese si salvò grazie al pilota che evitò le case. Fu un episodio che scosse molto la comunità. Cinque avieri morirono nell’impatto, uno si lanciò con il paracadute ma non ebbe maggiore fortuna. A settanta anni da quel fatto la comunità di Castellano ha voluto ricordare gli avieri americani e il loro sacrificio. Alla cerimonia, con il sindaco di Villa Lagarina Romina Baroni e il vice presidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, tante autorità civili e militari e molte persone. Era presente anche il console degli Stati Uniti in Italia Robert Miller. A sancire l’amicizia con Castellano e’ stata consegnata al sindaco una bandiera americana. Oltre ad alcuni ufficiali dell’aviazione statunitense, di stanza ad Aviano, c’era anche John Seddon, figlio di uno degli aviatori caduti a Castellano. L’alzabandiera, la deposizione di una corona e la scoperta di una stele sono stati i momenti più formali che hanno lasciato posto anche all’emozione.
agosto 2014
www.facebook.com/AmericanHeroesCastellano
**11 novembre 1944** **428° Riassunto della missione** Buona concentrazione sul ponte. Entrambi gli accessi si ritiene siano stati colpiti e possibili colpi diretti sul centro del ponte. La prima formazione non ha sganciato a causa dei danni provocati dalla contraerea alla parte anteriore dell’aereo guida. Contraerea intensa, pesante e precisa durante la corsa di bombardamento, che è durata fino al rilascio delle bombe. Un aereo è stato perso sul bersaglio a causa della contraerea; l’aereo è stato colpito al motore sinistro. È stato visto del fumo mentre l’aereo si è tuffato in picchiata e si è schiantato, esplodendo all’impatto. Non sono stati visti paracaduti. Contraerea moderata, intensa, pesante e precisa da Verona fino ad Ala lungo la ferrovia, Folgaria; Valli del Pas; e Peacheria. Nove aerei sono stati danneggiati; un membro dell’equipaggio è stato ferito. Da 15 a 20 aerei nemici, probabilmente ME 109, hanno seguito la formazione da Cremona al Lago di Garda. Non sono stati effettuati attacchi. Aerei di colore scuro, con eliche rosse; un equipaggio riferisce di aver osservato con certezza i contrassegni tedeschi su diversi velivoli.
EMAIL DELLA FIGLIA DEL COPILOTA Samuel Cain
(Settembre 2024)
TRADUZIONE:
caro Claudio
È così bello sentirti e grazie per aver inviato la foto di mio padre, Samuel P.Cain. Mio marito ed io abbiamo parlato molte volte di fare il viaggio a Castellano e di vedere il memoriale posto in onore di mio padre e del suo equipaggio sull’aereo. Tuttavia, temo che l’età ci abbia raggiunto e probabilmente non saremo in grado di viaggiare lì. Mio figlio, Samuel Cain Burch, è molto interessato a viaggiare a Castellano e ad incontrarti durante la visita. Vi terremo informati di questo. Ancora una volta, grazie per la tua email e la foto di mio padre e per il tuo interesse nell’evento del fatidico incidente aereo.
Sinceramente,
Devereux Cain Burch
Scritto della nipote di John Cocker Seddon nel 2019 dopo la visita a Castellano. (traduzione in italiano)
Così, oggi ho sentito qualcosa su uno dei telegiornali mattutini che mi ha colpito molto. Praticamente hanno detto che mentre la maggior parte delle persone vede il fine settimana del Memorial Day come un lungo fine settimana per andare in spiaggia, la verità e il significato della vacanza sono sepolti sotto tutta quella sabbia. Il fine settimana del Memorial Day è un ricordo così sommo e sobrio dei tanti uomini (più giovani) che hanno dato la vita per il nostro paese e la nostra libertà. Molte volte dimentico la storia dietro la morte di mio nonno paterno LT. John C. Seddon che era un bombardiere dell’United States Air Force. La sua giovane vita gioca come un romanzo di Nicholas Sparks. Leggere le sue scartoffie militari e la storia è sicuramente un strappalacrime! Da giovane (solo 25 anni) era lontano dal suo figlio Jack (mio padre) di due anni e dall’amore della sua vita Catherine (Kay) che era incinta di 9 mesi di gemelli. Volando in alto sopra l’Italia (11 novembre 1944) e combattendo il nemico, che saprebbe che solo due giorni dopo la nascita dei suoi gemelli (figlio e figlia Jerry e Jill) e un giorno prima del suo 26° compleanno volerebbe la sua ultima missione. Non sentire mai la gioiosa notizia dei suoi nuovi bambini e sentire le parole che gli hanno cantato Buon Compleanno. Il suo aereo è stato abbattuto e caduto a terra vicino al Passo del Brennero una montagna attraverso le alpi che forma il confine tra un paese chiamato Castellano, Italia e Austria. Il piccolo villaggio tiene quasi ogni anno una cerimonia per i coraggiosi soldati americani che hanno combattuto il nemico sul loro villaggio e hanno coraggiosamente impedito agli aerei di precipitare contro la loro città e impedire al nemico di bombardarli. Ad agosto avrò il privilegio e l’onore di fare il pellegrinaggio di ritorno a Castellano, Italia con mia zia Jill (l’ultimo bambino sopravvissuto di mio nonno) per vedere dove mio nonno ha perso la vita durante la seconda guerra mondiale. Mio padre Jack è riuscito a fare questo viaggio un anno prima che morisse. Sono così felice e grato che abbia avuto il ricordo di aver visto un pezzo di storia che suo padre coraggiosamente ha combattuto e pagato il prezzo ultimo. Quando penso alla parola nonno, penso vecchio e saggio…. non 25 anni….. Mio nonno era più giovane di mio figlio maggiore Pierce, e penso veramente a Pierce come il mio bambino ancora, non potrei nemmeno immaginare lui si è sposato, con tre bambini suoi e che lanciano bombe in Europa!
Volevo solo condividere questa storia, che mi è tornata in mente e raccontata da quando ero abbastanza grande per camminare. I viaggi mensili al cimitero di Pinelawn a Long Island sono sempre stati fatti, e mio padre ha sempre ricordato la storia che ho condiviso con te e si è assicurato che io e mio fratello Kevin sapessimo sempre il sacrificio e l’amore per il suo paese che aveva il suo papà. Anche mio padre ha seguito le orme del suo papà ed è entrato nell’Air Force. Mia nonna non si è mai risposata, e ha dedicato la sua vita a crescere i suoi tre figli ed essere una nonna amorevole, gentile e dedicata a tutti i suoi nipoti. Nessuno sarebbe mai riuscito a prendere il posto di suo marito John Cocker Seddon!
Quindi prima di andare in spiaggia, o quel barbecue ricordiamoci tutti quelli di tutto il ritorno alla guerra civile (quando si chiamava Decoration Day) e facciamo pausa con il ringraziamento per il loro servizio, l’amore per il loro paese e il sacrificio definitivo….. le loro vite.
CASTEL GRANO
CastelGrano 21 luglio 2024
Tradizioni passate, mestieri di un tempo, usanze tramandate per secoli che oggi rappresentano un bagaglio culturale di inestimabile valore. Tutto questo si è potuto toccare con mano domenica 21 luglio a Castellano, durante la seconda edizione di «CastelGrano», una manifestazione dove grandi e piccini hanno potuto imparare l’antica arte del «serciar», ossia battere il grano per raccoglierlo e trasformarlo in farina.
L’evento ha suscitato grande partecipazione e curiosità, ed è stato organizzato dal Laboratorio di ricerca storica Don Zanolli della Pro Loco Castellano-Cei in collaborazione con il gruppo OrtiErti, giovani con la voglia di coltivare in modo ecosostenibile.
La manifestazione si è svolta nella piazza antistante il castello, un luogo simbolico e pittoresco che ha perfettamente incorniciato l’evento, anche grazie alla presenza dell’antica «macchina da bater», rimasta in funzione fino ai primi anni Sessanta del Novecento.
Il gruppo OrtiErti ha raccolto il frumento seminato in autunno sopra il paese di Castellano, preparato i covoni e, con l’antico metodo della battitura a mano, detto «serciar», ha offerto uno spettacolo per grandi e piccini nella piazza del Barc.
Per l’occasione è stata allestita una mostra di vecchi attrezzi agricoli con gigantografie di foto storiche e descrizioni varie.
Tra gli ospiti della manifestazione, Fabio Bianchini da Vigolo Vattaro, esperto coltivatore di frumento, il laboratorio di focaccine sperimentali col Forno Vagabondo e il mercatino di prodotti agricoli e vinicoli locali.
EL REMIT DE SAN MARTIM
La chiesa di S. Martino (Trasiel)
La chiesa di S. Martino di cui abbiamo fatta menzioni fin dal principio di queste memorie ha annessa un’abitazione che anticamente avrà servito di canonica, e più tardo servi da romitaggio. Io no so dire quando i romiti abbiano cominciato ad abitarla, so però certo che nell’anno 1644 v’era quale eremita certo Bortolo Graziadei di Pedersano, e posso dirlo con precisione perché ai 13 di aprile di quell’anno entrò in questa Confraternita del Santissimo Sacramento trovando registrata col titolo di Padre Bortolo Graziadei.
Bisogna che questi eremiti colla loro condotta di vita sapessero guadagnarsi la stima del pubblico, poiché trovo che le stesse Comunità si sono prestate a loro vantaggio, come si può dedurlo dal seguente Documento.
Nel nome di Dio 24 ottobre 1697 in Pomarolo.
Qui personalmente presenti li Magnifici Deputati del Comun Comunale cioè Gio Batta Fontana, Cristoforo Molinari, e me Lorenzo Caracristi volendo dare esecuzione al decreto seguito in Regola generale sotto li 25 agosto anno presente, col quale fu stabilito, e decretato con pieni voti di tutti li Massari delle ville esteriori, giurati, e deputati di Pomarolo dover assegnare coll’aggregare al Romitorio di S. Martino il Dosso che cinge l’andetto Romitorio, parte arativo, parte zappativo, boschivo, e cengivo col quale possi l’Eremita che è, e sarà di tempo in tempo con maggior comodità sostentarsi, e mantenersi e particolarmente per aver legni a suoi bisogni, atteso che sono stati distrutti gli altri boschi, e perciò hanno voluto abbracciare detto Eremita presente, e successori con donargli il presente Dosso, al quale confina verso al Prà del Rover il Cronello vicino alla stradella del Coelatto, ove nel medesimo vi è affissa una croce grande e due piccole, e da ivi discendendo per la detta stradella fino alla strada, che porta al suddetto Eremitorio, andando a dirittura esclusi li casali al principio dei quali si vede una croce nel crozo grande, e andando da detta croce a dirittura fino al detto Crozo seguendo sino alla Fratta del Sabiom posseduto da Bartolomè Cavaler, in cima alla medesima vi è un’altra croce affissa nel cengio nativo poco alta da terra, e da quella andando drio la Fratta di Simone Cavaler in cima della quale si vede un’altra croce a pié del cengio nativo, e da ivi drio il sentiero che porta al Cronello antedetto del prà del Rovro vicino al Coelat fra li quali confini resterà come resta a detto Eremitorio, di qual nazione e aggregazione ha qui il presente Reverendo Eremita Fra Carlo Camelli accettato per se, e successori suoi. Rinunziando li detti Deputati al dire non aver fatta la presente donazione, e di non aver fatta personalmente l’antedetta assegnazione, e terminazione come nel presente di ordine anco di tutti gli intervenuti Massari del Comun Comunale ante citato dando e concedendo all’antedetto Reverendo Padre Eremita di andare al corporale ed attuale possesso in forma e promettendo detti Deputati di non contraffare, né contravvenire alla presente donazione; ma quella resti sempre ferma, nuta, e gruta senza alcuna contradizione, obbligando li beni presenti, e venturi … …
Intanto il povero Eremita mercé la largizione della Comunità presso cui dai titoli, che gli vengono attribuiti, si può vedere in quale stima fosse tenuto, aveva con che provvedere ai propri bisogni, e avrà benedetto alla loro generosità con sensi di gratitudine.
Probabilmente fu a lui successore Giacomo Baldessari, il quale ricercato li 22 agosto 1717 nell’età d’anni 76 ebbe a certificare, che la comunità di Castellano dopo il giorno di S. Lorenzo era stata a pascolare coi propri bestiami nei prati di Dajan e Marcojan, disposto a comprovarlo col suo giuramento.
La sua grave età ci fa conoscere che dopo di lui ci deve essere stato qualche altro, che occupasse quel posto pria che fosse investito il nostro Eremita di Castellano Lorenzo Pizzini. Egli era nativo di questo paese, ebbe i suoi natali lì 21 agosto 1718 da Gio Batta e Caterina. In qual anno si fosse ritirato a S. Martino nol so, so d’aver parlato con chi si ricordava con quanto studio teneva coltivati quei suoi campicelli, ricordo d’aver sentito a Pedersano che egli si portava colà ogni seconda domenica del mese, e in qualità di crociferario assistesse alla Processione del Santissimo Sacramento, siccome quella sua Chiesa era sotto la Cura di Pedersano, e so finalmente, che gravemente ammalatosi nel remitaggio fu di là trasportato a Castellano, dove trovo registrata la sua morte avvenuta lì 19 Aprile dell’anno 1779 qualificandolo qual Eremita di S. Martino, che fu questi che compié la serie dei Eremiti.
La comunità di Pedersano ai 3 Maggio 1789 cesse a titolo di livello infrancabile questo Dosso di S. Martino a Domenico qm. Antonio Sguaizer di Pedersano a condizione, che debba far celebrare la Messa il secondo giorno delle Rogazioni con Troni 4½ coll’obbligo di restaurare e mantenere la Chiesa e il Romitorio senza demolire cosa alcuna di vecchio, ne dar ricovero a cacciatori, e inoltre soddisfacendo a due livelli, l’uno verso il Palazzo di Nogaredo, l’altro verso la Chiesa di S. Lazzaro de Pedersano impostanti annui Troni 5 ½nell’anno 1816 anno di carestia la famiglia Sguaizer –Jaccom- lo cesse a Don Giuseppe Costa già possessore del Maso al Prà dall’Albi cogli stessi gravami, colla misera ricompensa d’una soma di giallo, Dal di lui eredi questo livello fu reluito contro il pagamento di Fiorini 24 “26¼ VVMC il 1° Settembre 1851.
La famiglia dei Costa di Piazzo, che attualmente possiede S. Martino dovrebbe considerare, se ha potuto avere a si scarso prezzo quel Dosso, di cui prima erano investiti gli Eremiti, le incombe il sacro santo dovere di mantenere in buon stato la Chiesa, il Romitorio, obbligo che apparisce chiaro e patente dal documento, e che l’esporta al sicuro pericolo d’imminente rovina non solamente appalesa la propria taccagneria, ma mostra ancora la sua ignoranza, mentre questa è forse la chiesa più antica di tutta la valle, e quindi forniti di mezzi e senza eredi dovrebbero fare per amor della storia quello che le la giustizia prescrive, e comanda. Mi reca poi meraviglia come il Comune di Pedersano, che è fornito dei documenti opportuni lasci neghittoso trascorrere il tempo, senza valersi dei suoi giusti diritti per costringer quella facoltosa famiglia a pronto adempimento del proprio dovere (in parte Costa) riassunzione del fondo (da parte del Comune) per impedirne la minacciante rovina, il che sarebbe per lui più utile, e decoroso.
Ai 13 agosto la Comunità mandò un Massaro a S. Martino ad avvertirne l’Eremita, che il giorno seguente i Castellani sarebbero colà giunti colla processione per implorare dal cielo la pioggia a motivo della siccità, il quale avviso avrà voluto importare, che debba esservi presente l’Eremita, ma che debba convenientemente apparecchiare la Chiesa.
Ai 24 Gennaio 1694 la Chiesa fece consacrare l’Altar maggiore onde s’incontrò una spesa per il pranzo al Sig. Conte Arciprete, ed altri Reverendi Sacerdoti, e con essi fu pure banchettato l’Eremita.
Aggiungo il documento dei 22 Agosto 1717 redato in Villa dal pubblico Notajo Adamo Alberto Madernini relativamente alla testimonianza fatta da Giacomo Baldessari Eremita di S. Martino.
Qui personalmente costituito Giacomo Baldessari di Pedersano Eremita di S.to Martino dell’età d’anni 76 circa attesta e fa sincera indubitata fede qualmente gli uomini della Comunità di Castellano da trenta anni in qua principiando al giorno di S. Lorenzo sieno sempre andati con loro animali a pascolare nelli prati di Dajan, e Marcojan, e ciò per avere veduto con propri occhi essendo stato affittalino per anni 12 di detti luoghi di Dajan, e Marcojan.
Item attesta siccome avanti d’anni 30 abbi inteso dire da altri che detta Comunità di Castellano abbi la ragione di poter andare a pascolar in detti prati ed effettivamente aver la medesima Comunità adoperata detta ragione ed esser andati gli uomini di detta Comunità ogni anno a pascolare e principiando sempre il giorno di S. Lorenzo.
E che per esser la pura verità l’ha conprovato col suo giuramento quod prestitis tactis … offerendosi comprovarlo avanti chiunque Giudice e Magistrato
Note a Margine.
Nella solennità di S. Lorenzo 1742 l’eremita è stato invitato a pranzo in casa Pederzini, ma la memoria non fa menzione del di lui nome
- N. N. Eremita di S. Martino. Fu qui testimonio ad un matrimonio 25 Giugno 1636. Registri di Castellano.
- Bortolo Graziadei Eremita entrò in questa Confraternita 3 Aprile 1644 morì nel 1657. Dal Registro di Villa.
- Bortolomeo Cavalieri di Pedersano Eremita morì d’anni 80 dopo molti anni di vita eremitica nel 1684. Registro di Villa.
- Simone Ferrettino di Gardumo Eremita morì a Pedersano 20 Marzo 1693. Dal Registro di Villa.
- Carlo Camelli Eremita investito del Dosso 1697, 22 Ottobre.
- Illarione Sparamani Eremita. Testimonio al Documento Grandi nel 1711.
- Giacomo Baldessarelli Eremita da una testimonianza che tengo del 1717. Fu avvertito da questo Massaro 13 Agosto 1719 della processione per la siccità.
- Matteo Lorandi Eremita. Dai Documenti di investitura.
- Andrea Zandonai Eremita. Dai Documenti di investitura. 1742 invitato a pranzo in casa Pederzini da S. Lorenzo.
- Antonio Agostini di Pedersano Eremita. Dai Documenti di investitura. 1745 gli 11 Febbraio. Ex decreto Curia.
- Lorenzo Pizzini di Castellano divenne Eremita dal 12 Maggio 1758, morì a Castellano 19 Aprile 1779 ultimo degli Eremiti.
ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALINO EL PAES DE CASTELAM N°12 – (pag. 6)
link: https://donzanolli.it/wp-content/uploads/2024/08/El-paes-12.pdf
Anche a Castellano, benchè appartenente al Comune catastale di Pedersano, siamo particolarmente affezionati a San Martim sia per la vicinanza del luogo che consentiva anche in un recente passato lo svolgimento delle Rogazioni, sia per il profondo senso di pace che la località espande, sia perché anche un eremita di Castellano, e precisamente l’ultimo, vi dimorò nel 1700. Il testo immagina le emozioni e le suggestioni che il visitatore avverte quando transita presso la rustica chiesetta avvolta dalla vegetazione di pini, faggi, frassini… e che domina, nel silenzio, la sottostante valle…; è quasi un monito ad alzare lo sguardo al di sopra delle nostre umane miserie… per cercare …conforto in Dio!
BUS DE LA VECIA
Tutti a Castellano conoscono il “Bus del la vecia”, tutti sono rimasti suggestionati da quell’aria di mistero che l’aspra valle…la roccia….l’antro….incutono per la posizione…e per la leggenda tramandata di quella strega che anticamente avrebbe trasportato persino l’acqua con delle ceste! Sono storie che affondano la loro origine probabilmente al tempo della caccia alle streghe che vide coinvolte nel 1600 anche tre sventurate e innocenti donne di Castellano. Così la nebbia che in maniera ricorrente avvolge il “Bus de la Vecia” impedendone la visione, è allegoricamente la stessa che offuscava le menti ingenue della gente del paese che era indotta a credere all’esistenza delle streghe; la musica ha tonalità misteriche…suggestive e prorompe in un anelito liberatorio verso una serena visione di quella natura cui dobbiamo inchinarci con l’animo desideroso di armonia e con la mente finalmente sgombra dalle follie di assurde credenze.
ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALINO EL PAES DE CASTELAM N°5 (pag. 45)
link: https://donzanolli.it/wp-content/uploads/2024/08/El-paes-5.pdf
https://www.youtube.com/watch?v=6dxhOmXBrOk












































































































